Tuesday, February 05, 2008

Banda larga: solo una pausa di riflessione?

Era stata definita dal Ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni, un "obiettivo di legislatura". Ma la legislatura, come è noto, non è durata abbastanza per raggiungere questo obiettivo, e per questo in tanti, tra cui l'associazione Anti Digital Divide - ADD , si stanno chiedendo che fine farà il progetto di copertura della penisola in banda larga, che secondo il Governo avrebbe visto la luce comunque entro la fine della legislatura. Il progetto Gentiloni non era privo di serietà e mostrava un intento chiaro di risolvere alcuni problemi che fanno dell'Italia digitale un paese a differenti velocità; sostegno alle reti wirelesse, modifica della legge Gasparri, una legge unica nella sua indecente peculiarità, e una serie di interventi diretti dello Stato nelle aree depresse, in sostegno degli operatori economici di quelle zone a volte privi della possibilità di avere nellla propria azienda una banalissima linea adsl. Che fine farà il progetto di scorporo della rete infrastrutturale di Telecom Italia, fortemente voluta da Assoprovider, che per primo ne paga le conseguenze? Quando si daranno nuovi e più adeguati poteri all'AGCOM? Appare del tutto evidente che con la presenza inquinante di un unico operatore telefonico, proprietario di tutte le infrastrutture in Italia (unico caso in UE), non esisterà mai nessun concorrente in grado di competere ne sulla qualità del servizio ne sul prezzo, entrambe decise sempre e comunque da Telecom Italia, che non disdegna comportamenti punitivi nei confronti delle aziende o individui troppo zelanti nel protestare. Speriamo tutti che il ministro gentiloni abbia la forza e la volontà di imporre al ministro che verrà la priorità per queste semplici, ma in italia terribilmente gravate da interessi corporativi, questioni di civilità. Altimenti dovremmo rassegnarci ad avere i prezzi più alti d'Europa, ed uno dei servizi più scadenti al mondo.

Wednesday, September 12, 2007

Il declino della Patriot Act
Una corte distrettuale degli Stati Uniti ha recentemente emesso la tanto attesa sentenza di incostituzionalità sulla oscena e deplorevole Patriot Act, voluta da George W. Bush ufficialmente per rendere più agevoli le indagini anti-terrorismo, ma in realtà utilizzata per agevolare i torbidi progetti basati sulla sopraffazione, sulla guerra e sull'arricchimento illecito suo e dei suoi simpatici compagni di merende. Problemi dei cittadini statunitensi? Non tanto, visto che la Patriot Act permette all'FBI, tramite le famigerate National Security Letter, di esigere da provider, compagnie telefoniche, motori di ricerca, insomma ogni e qualsiasi società nel mondo da cui transitano dati riservati, la trasmissione dei dati degli utenti, ovviamente ignari. Su pressione dell'American Civil Liberties Union, che da anni combatte questa sporca legge, il giudice distrettuale Victor Marrero ha sancito la non comunicabilità dei dati degli utenti all'FBI, in quanto contraria al Primo Emendamento. Il congresso quindi dovrà rivedere la legge, dopo la prima revisione del 2004, in modo da essere conforme alle leggi statunitensi. Un congresso nel quale l'amico Bush si trova sempre più solo e disorientato; un triste epilogo molto simile agli ultimi giorni di McCarthy.La sentenza è disponibile in formato pdf